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-5 Settembre 2018

Marco Gambula crea Bijoux dalle materie prime più disparate: tastiere di computer apple, costruzioni e soprattutto da tappi di sughero. Complice il suo dna della Sardegna, terra di sugherete.

«È un lavoro di grande precisione che faccio con la massima cura tanto da indossare, talvolta, guanti chirurgici per non lasciare nemmeno le mie impronte digitali». Marco Gambula sorride mentre ci racconta della sua passione di creare Bijoux dalle materie prime più disparate: tastiere di computer apple, costruzioni e soprattutto da tappi di sughero. Complice il suo dna della Sardegna, terra di sugherete. «Una sera, ero a un ritrovo tra amici, e giocherellavo con un tappo di una bottiglia di Merlot appena stappata per brindare», ci dice. Un buon tappo di sughero. Lo odoravo, lo rigiravo tra le dita, ne ammiravo il simbolo riprodotto sulla base. Mi sono detto che avrei voluto ricavarne qualcosa, che era un peccato buttarlo via per quanto fosse bello. L’ho messo in tasca e sono tornato a casa. Già quella sera ho iniziato a lavorarci. Ho intagliato la grafica, un fiorellino su un bicchiere di vino, l’ho levigato e smussato con l’aiuto di piccole frese e mole, poi ho rifinito tutto a mano. I miei orecchini a bottoncino erano pronti. Da un tappo ne ho ricavati ben due paia, uno con il decoro dei fiori, l’altro con i bicchieri».

 

Gemelli di sughero VicoloPagilaCortoDa quella felice intuizione ne è nata una vera e propria collezione. Nel suo atelier “VicoloPagliaCorta”, in centro a Bologna, a poca distanza dalle Due Torri Garisenda e Asinelli (lo spazio è affidato dal Comune perché è risultato vincitore del progetto Incredibol, nato per supportare le imprese creative; tutto ha però preso il via in Vicolo Paglia Corta, da cui il nome), Marco ha iniziato a raccogliere tappi in sughero da bottiglie di vino, spumante e persino champagne. Sono uno diverso dall’altro, tutti rigorosamente usati perché mantengano quel profumo di nettare di Bacco, recuperati in gran parte da enoteche con mescita di vini e poi accuratamente selezionati.

 

«Trascorro molte ore a scegliere le riproduzioni più particolari o significative, una casa, un alberello, una botte, una stella, un’icona, un simbolo, un motivo astratto, un palazzo». Tra le altre collezioni di “gioielli originali” ci sono anche quelle realizzate con i tasti di portatili dismessi in bianco e nero, o in argento, la cui linea (anelli, spille, gemelli) si chiama “riavvia”, come il tasto del pc. Si trovano nei vari simboli della tastiera, tra segno più e meno, lettere, numeri, accensione e spegnimento. Curiosi pure i complementi d’arredo fatti con le costruzioni, tutte di seconda mano o scarti di magazzino e la linea Lego, non a caso, chiamata “Istruzioni Zero”. «Sono stati i miei giochi da bambino e ancora ora mi diverto a giocarci». Il piano d’appoggio di lavoro, ça va sans dire, è una distesa di mattoncini colorati usati.

[written by Isa Grassano]

VicoloPagliaCorta Via Sant’Apollonia 23 40126 Bologna Tel. 348 4064450 www.vicolopagliacorta.it

 

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