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Il lusso è sostenibile?

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-7 Dicembre 2017

I Millennials vogliono capi etici. I consumatori in generale sono sempre più attenti alla responsabilità sociale e ambientale. Così il mercato del lusso – moda, design, gioielleria e tecnologia – fa a gara per essere sempre più sostenibile e spingere verso l’innovazione e il cambiamento.

 

«Il lusso oggi è nella possibilità di saper tutto su ciò che compri» Livia Firth

 

Un dato su tutti: la moda “è la seconda industria più inquinante del mondo, dopo quella del petrolio”. Ma qualcosa sta cambiando, e nei brand di alta gamma, oltre ad “etica” ed “estetica”, si affermano i concetti di “responsabilità” e “tracciabilità”, per conoscere la filiera dal disegno all’oggetto finito.

Photo by Lorenzo Belenguer

Il futuro sarà realizzare prodotti di alta gamma in maniera sostenibile, sposando design estetico e abilità artigianale. Lo disse già nel 2012 il rapporto della Banca svizzera Sarasin. Nel giugno 2017, la School of Management del Politecnico di Milano, ha creato Sustainable Luxury Academy, un osservatorio permanente con il compito di monitorare le aziende italiane del lusso e verificarne la sostenibilità. Dal 2009 l’agenzia parigina 1.618, network internazionale di professionisti, designer e industriali, si è presa a cuore la sostenibilità delle imprese. In pochi anni ha organizzato eventi, workshop e, a Parigi, la più grande esposizione mondiale di lusso ed etica “1.618 SUSTAINABLE LUXURY”.

“Le persone oggi sempre di più non chiedono solo un buon prodotto; quello che vogliono è scoprire il suo passato e il sogno che ha alle spalle, in modo che possano sentirsi parte della storia.” Barbara Coignet, fondatrice di 1.618.

 

Aziende e consumatori hanno in generale un nuovo modo di pensare il lusso, più etico e al passo con i tempi. Le azioni delle aziende sono molte. Parlando di moda, Gucci ha prodotto un “tessuto composto per il 70% da cashmere reingegnerizzato proveniente da scarti”; Yves Saint Laurent ha recuperato dai suoi magazzini le stoffe inutilizzate. Per la Haute joaillerie, Tiffany & Co. , Chopard e Cartier, certificano che l’oro e i diamanti utilizzati per le creazioni vengono estratti nel rispetto della natura e dell’uomo. La partnership tra Regenesi e Lamborgnini è sfociata in una collezione di accessori di lusso nati dal recupero e dalla rigenerazione di materiali provenienti dalle linee produttive della casa automobilistica. Krug Champagne, IWC Schaffhausen, Kiehl’s, House of Garrard sono monitorate da Positive Luxury, ente fondato dall’imprenditrice Karen Hanton e Diana Verde Nieto, e premiate col premio ‘Butterfly Mark’ sulla base dell’operare virtuoso stimando il loro impatto ambientale e sociale sul pianeta. Solo per fare degli esempi.

 

IWC photo by Eric Kilby

Il lusso dello sfoggio lascia quindi sempre più spazio ad un lusso sostenibile, accessibile, etico, rispettoso dell’uomo e dell’ambiente. E la reputazione di un brand passa sempre di più attraverso la sostenibilità.

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