Luca Bertossio campione aliante acrobatico

Esperienze

L’irresistibile leggerezza del volo

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-4 Aprile 2018

Luca Bertossio è Campione del Mondo di acrobazia con l’aliante e atleta Red Bull. Nel 2011 è stato il primo italiano a conquistare la medaglia d’oro per la disciplina dell’acrobazia aerea: quando il cielo è la tua strada.

Luca, vorrei farti una domanda molto semplice: perché?

Da bambino mio padre viaggiava molto per lavoro e spesso dovevo accompagnarlo in aeroporto per prendere il volo per Mosca. Così gli aerei hanno sempre ricoperto per me un ruolo decisamente importante. Fin da piccolo sapevano tenermi impegnati mente e cuore, dandomi gioie e dolori. Secondo me, quando qualcosa ti colpisce così nel profondo, è importante che tu l’approfondisca e la viva appieno. La soluzione che ho trovato io è stata di guidarne uno.

Luca Bertossio acrobazia aerea intervistato per 1558 Carrerbikes

Come hai iniziato?

Mi sono iscritto al liceo aeronautico, ma dopo due anni mi sono trasferito a Forlì, dove ho preso il brevetto di pilota privato di ultraleggero. Poi una svolta improvvisa. Un giorno ero a San Mauro, a Premariacco, dove mi alleno, e stavo accumulando ore di volo trainando gli alianti. Fino a quel momento li reputavo un oggetto misterioso, ma che sinceramente non mi comunicava un gran fascino, fino a quando, per provare, mi ci sono seduto dentro. Mi mancavano solo due esami per diventare pilota di linea quando una scusa è diventata una passione.

Quando hai capito che poteva diventare la tua occupazione?

Dopo il brevetto, nel 2010 ho vinto il campionato italiano delle entry level e da quel momento Pietro Filippini, talent scout e figura di riferimento per le acrobazie in Italia, mi ha chiesto “Proviamo a fare il Campionato del Mondo?”. Io credevo parlasse dei Mondiali 2012 o 2013, invece dovevamo prepararlo in sei mesi. Sapevo che era qualcosa di grande, ma se chiudevo gli occhi sapevo che stavo facendo la cosa giusta. Dopo sei mesi, all’esordio al Mondiale, sono arrivato secondo.

Quali sono state le figure per te più importanti nella tua carriera?

Oltre a Pietro, sicuramente Sandor Kantona. Più che un istruttore, il papà del volo acrobatico che applico oggi. Un allenatore, un motivatore, uno psicologo, un tecnico, tutto in un’unica persona.

Quali sono le cose importanti da sapere quando sei seduto sull’aliante?

Se pensi che sei appoggiato su un fuso di 400kg, che raggiunge i 270 km/h, capisci che la fiducia nel mezzo che porti e nei tuoi mezzi è la cosa che conta di più. Una sicurezza che raggiungi allenamento dopo allenamento.

Sport e stile nel volo acrobatico del campione Luca Bertossio intervistato per 1558 Magazine di Stile

Nel 2011 al Mondiale hai vinto quattro medaglie d’oro, è lì che hai capito che il cielo era la tua strada?

Diciamo che è diventato reale nel 2013, quando sono iniziate a girare delle voci che mi avvicinavano a Red Bull. Poi un giorno ho ricevuto una chiamata, ma credevo fosse uno scherzo. Ho aspettato si realizzasse per crederci veramente.

Ma se qualcuno volesse provare a volare, cosa gli consiglieresti?

Personalmente credo che per riuscire a fare qualsiasi cosa nel miglior modo possibile sia necessario provare gusto nel farlo. Se fai qualcosa che ami non puoi farla male. Basta voler crescere, evolvere e, perché no, divertirsi. Il resto è tecnica, lezioni, ore di volo, strumentazioni, comandi. Ma la passione è tutto. Però se qualcuno volesse provare l’ebrezza del volo acrobatico, può venire a volare con me, non ci sono limiti d’età e il divertimento è assicurato.

www.bertossio.com

volo acrobatico di Luca Bertossio

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