Sambouie è un marchio italiano di borse fatte a mano coi tessuti Kuba. Si racconta a 1558 Magazine

Passioni

Samboue, la nuova vita dei tessuti kuba

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-25 Settembre 2018

“Samboue identifica un lavoro artigianale, che costa di più ma dura nel tempo. In un mondo globalizzato, il fatto a mano è una visione della vita.” 

Samboue nasce dall’unione di due storie, due vite e due creatività: quella italiana di Alice Poli e quella congolese di Stephanie Manoka. Due donne, compagne di Università, che ad un certo punto intrecciano esperienze, famiglie e futuro, e danno continuità alla forma d’arte africana dei tessuti Kuba in un nuovo contesto. Samboue è il nome di famiglia di Stephanie  e significa “donne di successo”.

Samboue è un marchio di borse e accessori interamente fatti a mano, che usa i tessuti Kuba del Congo centrale, ricchi di colori e simbologia, e li unisce alla migliore manifattura made in Italy. 

I tessuti kuba, creati con le fibre della palma vinifera e la rafia intrecciata, in Congo sono merce di scambio, gonne per rituali, tappeti, e decorano le case. Hanno colori vivaci e disegni astratti, sintesi della simbologia millenaria di un popolo e del suo studio quotidiano della natura. Qual è la novità di Samboue? Stephanie e Alice prendono l’originalità dei tessuti e li ri-contestualizzano, dando loro modernità, un nuovo volto, un nuovo uso. Come chi crea bracciali dalle guarnizioni di termosifoni.

«Con le nostre borse puoi vestirti elegantemente” – dice Alice. Perchè non è il classico etnico che uno si immagina un po’ inflazionato. Noi abbiniamo tessuti grintosi e colorati alla pelle italiana, con una grande attenzione ai particolari del prodotto finito (cuciture fatte a mano e via dicendo). Nelle borse facciamo dipingere la pelle con tinture sfumate che riprendono i tessuti e il cotone dipinto resinato. Non abbiamo inventato nulla, abbiamo dato a qualcosa che esisteva un utilizzo nuovo e attuale. E siamo state apprezzate: gli stessi congolesi non solo non si sono offesi ma hanno acquistato le nostre borse e il Governo ci ha accolte.»

Samboue borse e accessori fatti a mano con tessuti Kuba raccontati a 1558 magazine

Cosa intendete per modernità? «Modernità nel nostro caso è l’uso diverso. I tessuti Kuba non sono esposti in un museo come a Tokyo e a New York, non sono parte dell’arredo di un negozio parigino ma diventano un oggetto quotidiano, bello, portabile, inserito nel contesto più alto della moda.»

L’ambizione di Samboue è creare un gusto nuovo, con un linguaggio cromatico che parte da un tessuto etnico per poi diventare altro.

Una borsa Samboue è un contenitore di storia in più sostiene l’economia di una tribù che ha un’arte tra le mani e che, nelle trame e negli orditi dei tessuti Kuba, racconta le proprie storie.  Oltre le borse Samboue realizza accessori moda (cappelli, bracciali), e riveste mobili di modernariato, sedie, divani, pouf. Come nascono le vostre collezioni? «Siamo andate diverse volte in Congo, nella provincia del Kasai. Viaggi avventurosi attraversando le foreste sui binari costruiti per le miniere. I tessuti ora ce li facciamo spedire a Torino ma senza troppa programmazione. Noi usiamo tessuti Kuba con tre tipi di lavorazioni (collage, ricami e velluti) e chiediamo una selezione su una gamma di colori, ma non sappiamo mai esattamente come arrivano. E’ una sorpresa anche per noi, così giochiamo con gli abbinamenti e garantiamo sempre un tocco di originalità.»

 Dove vi si trova? «Abbiamo un atelier a Torino (presso Spacenomore, Via Bogino 9, Torinodove organizziamo l’attività e poi abbiamo dei negozi, in Italia e all’estero.» Poi ci sono Facebook e Instagram, che aiutano a restare aggiornati sui prodotti e le novità.

www.samboue.com

 

 

 

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